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NORMATIVA PER LA MESSA DOMENICALE FASE 2

Per l’accoglienza:

  1. Pannelli fuori le chiese indicheranno chiaramente le norme igieniche da rispettare. Non si fa alcuna eccezione. Chi non è munito dei presidi di tutela non potrà partecipare alla celebrazione.
  2. Si chiede di arrivare in chiesa per tempo in modo da prendere posto ordinatamente
  3. Le porte d’ingresso e di uscita resteranno aperte, per evitare che i fedeli tocchino la maniglia e che il luogo sia costantemente areato.
  4. All’ingresso della chiesa i fedeli che non hanno i guanti dovranno disinfettarsi le mani con gli appositi sanificatori.
  5. La temperatura corporea viene misurata personalmente a casa. Se supera o è pari a 37,5 gradi non si può partecipare alla celebrazione.
  6. Le acquasantiere sono vuote.
  7. I fedeli prenderanno posto secondo le indicazioni, riempiendo poco alla volta i posti davanti. È assolutamente vietato spostare le sedie!
  8. All’ingresso della chiesa troverete il personale volontario, che salutando calorosamente i fedeli, ma senza dare loro la mano, indicherà loro come comportarsi.
  9. Il sagrato della chiesa rimane chiuso.

 

Durante la celebrazione:

  1. Si eviterà qualsiasi movimento dei fedeli, i lettori (2 ogni Messa) saranno già nei pressi dell’ambone, il cantore e l’organista presso le rispettive sedi.
  2. Non saranno distribuiti libri per i canti e foglietti della messa perché andrebbero disinfettati.
  3. I lettori proclamano la Parola di Dio con la mascherina e i guanti per evitare qualsiasi contatto col microfono e con il lezionario.
  4. Non si fa la processione offertoriale.
  5. Durante la Messa non ci si scambia il segno di pace.
  6. Per la comunione: Il celebrante si disinfetta le mani e mette la mascherina, prima di distribuire l’eucarestia, mentre i fedeli restano fermi al posto. Siedono quelli che non la ricevono, stanno in piedi quelli che la devono ricevere.
  7. Il celebrante gira personalmente a distribuirla, lasciando “cadere” l’Eucarestia sulle mani e verificando che il fedele la consumi davanti al Celebrante, evitando qualsiasi profanazione.

Per l’uscita dalla celebrazione:

  1. Alla fine della messa i volontari della parrocchia tengono aperte le porte di uscita e i fedeli escono rispettando le distanze, fila per fila con calma, senza raggruppamenti e assembramenti.
  2. Dopo ogni messa saranno igienizzati sedie, porte, microfoni e gli oggetti liturgici

Miei cari parrocchiani, con lunedì 18 maggio torniamo a celebrare pubblicamente.

La mancanza fisica delle vostre persone (perché spiritualmente c’eravate sempre tutti nel cuore e sull’altare) non vi nego si è fatta sentire. Eppure, come pastore di questa comunità e come vostro fratello nel cammino di fede, vorrei anche rassicurarvi su un pensiero che in tanti mi hanno manifestato e che fa soffrire.

Vorrei dirvi, cuore a cuore, che se qualcuno non si sentisse pronto a ricominciare per paura, per ansia o per altro… oppure per la difficoltà di attenersi al protocollo di norme previsto in questa fase, non credo che debba sentirsi in colpa. Anche il protocollo della Cei lo dice, tutelando le persone più fragili e anziane. Lo shock che abbiamo vissuto e stiamo vivendo è comprensibile: non è una scusa.

Se lo avessimo dimenticato, sono morte più di 30 mila persone in due mesi e, anche nella nostra comunità villese diversi hanno pagato in prima persona tanto col contagio quanto con la perdita di un loro caro. Ci è capitato qualcosa che nessuno di noi aveva mai provato… Quindi è legittimo aver paura o essere a disagio o quant’altro. 

La vera battaglia contro il virus comincia ora. Sì, proprio così: imparando a conviverci nel quotidiano, modificando la gestualità, le abitudini, i nostri modi di fare e di esserci prossimi. 

Un conto è non aver voglia di andare a Messa perché c’è sempre qualcosa di più importante da fare, altro, invece, sono i problemi che questa fase richiede.

Vi direi piuttosto: fate memoria di quanto di importante avete vissuto in questo periodo. Per esempio, la ripresa della vita famigliare, della preghiera in casa fatta insieme, dell’ascolto e della meditazione della Scrittura, … Sono tutti preliminari all’incontro col momento culminante che è e resta sempre l’Eucarestia domenicale. Non perdiamoli, anzi: se abbiamo imparato, continuiamo a mantenerli! Sarà un lavoro importante per la ripresa e per una maggior consapevolezza del gran tesoro che è la vita cristiana! Questo ci aiuta sicuramente a ripensare molte nostre ritualità formali e andare invece al cuore del nostro essere di Cristo! Ci sarà tempo e modo su cui riflettere.

Cominciamo con calma e con prudenza a camminare insieme verso la “Chiesa” per ri-partire a celebrare e a vivere in comunità l’Eucarestia. A presto.

Con l’affetto di sempre

don Paolo